Prima cominciare ad allenare la parte inferiore femminile, bisogna definire l’obiettivo.
Se la finalità è agonistica, la prestazione avrà la precedenza su funzionalità ed estetica (a meno che non dipenda direttamente da questi fattori, come nel body building). In tal caso, allenamento e alimentazione verranno calibrati sul rendimento in gara, senza focalizzarsi su cellulite, ritenzione idrica o altri problemi vascolari. È tuttavia raro che questo approccio coincida con la massima attenzione a salute, funzionalità ed estetica delle gambe, soprattutto in presenza di disordini vascolari.
Disordini vascolari e loro impatto
Cellulite, teleangectasie e gonfiore degli arti inferiori possono indicare una circolazione non ottimale. Se l’obiettivo dell’allenamento è il benessere — gambe toniche e asciutte — bisogna valutare la persona a 360°, tenendo conto di caratteristiche morfologiche, abitudini, stile di vita.
È questo il motivo per cui, nella mia pratica, punto su un’analisi personalizzata, variando alimentazione, allenamento e integrazione in base alla natura dell’inestetismo o del disturbo.
Il profilo ginoide
La forma “a pera” è spesso più soggetta a problematiche come cellulite e disfunzioni circolatorie, ma non è un dogma: ci sono ginoidi senza disordini e androgene che invece ne soffrono.
In genere, però, le donne ginoidi con arti corti possono trovare maggiori difficoltà nella riduzione del grasso (a causa di specifici recettori adipocitari).
Fenotipo androgeno
Le donne “androgene” tendono ad accumulare grasso viscerale, che di solito si perde più facilmente con l’allenamento e il miglioramento dell’alimentazione. Per queste persone il rischio cardiovascolare aumenta di molto rispetto al soggetto ginoide ma il percorso di dimagrimento è spesso più semplice.
Gestire la complessità della donna ginoide
Nei soggetti ginoidi l’approccio può essere più articolato, perché il grasso si localizza maggiormente nelle gambe. È necessaria un’accurata valutazione: esistono casi in cui si possono includere anche lavori aerobici o lattacidi e casi in cui la camminata risulta già intensa. Saltare i giusti tempi di recupero può vanificare i risultati.
La complessità aumenta se la funzionalità vascolare è compromessa da fattori ormonali, circolatori o posturali (per esempio, piedi pronati o ginocchia valghe che limitano l’efficacia delle “pompe” muscolari). In breve, gli arti inferiori trattengono ciò che il sistema venoso e linfatico non riescono a smaltire.
Personalizzare l’allenamento
La cellulite non è semplice grasso: è un’alterazione dell’adipocita che ne compromette la funzione. Donne anche molto magre possono presentare teleangectasie o altri inestetismi. Alcune rispondono bene a protocolli mirati, per altre la situazione è più complessa.
In certi casi, basta un bravo trainer e un lavoro fisico adeguato; in altri, può servire l’intervento di professionisti medici. In ogni scenario, il supporto di un esperto di movimento resta fondamentale.
Il nostro approccio
Noi di Studio Personal Trainer Bassano, per affrontare la complessità dell’allenamento femminile, ci formiamo con ADV Fitness Female, n.1 nel settore.
Perché allenarsi “a caso” non porta da nessuna parte.